I Lakers passano 123-115 a Phoenix grazie al loro terzo violino. La squadra di Monty Williams conferma di essere una delle rivelazioni dell’avvio di stagione

No, non è un miraggio del deserto che circonda Phoenix. I Lakers sono una squadra vera, profonda, con molte più opzioni dei soli LeBron James e Anthony Davis. E i Suns sono pronti ad essere molto più di una bella sorpresa di inizio stagione: la cura Monty Williams li ha trasformati in un gruppo ordinato che riesce quasi sempre a fare la cosa giusta. Quel “quasi” ha fatto la differenza tra una vittoria di prestigio contro i gialloviola e la seconda sconfitta nelle ultime tre partite: a Phoenix hanno vinto i Lakers, 123-115, grazie a 8 punti di Kuzma nel finale e a 6 errori al tiro negli ultimi 3’ dei comunque ottimi Suns.

LAKESHOW 

Gara da ricordare, tirata, con 29 cambi al comando e 14 parità, da cui i gialloviola escono con l’8ª vittoria nelle prime 10 partite. Di squadra, grazie a 39 assist (massimo in oltre 10 anni) e sei giocatori in doppia cifra. LeBron (19 punti e 11 assist) e Davis (24 punti, 12 rimbalzi e una botta al costato ad aggiungersi alla spalla destra dolorante) sono i punti fermi: James gestisce la squadra e mostra che davvero sa passare meglio di quanto sa fare canestro; Davis è una forza della natura in difesa già capace di intimorire gli avversari. Attorno a loro c’è un gruppo: emerge Kuzma, alla miglior partita del suo 2019-20 (23 punti); si fa notare Rajon Rondo, 5 punti, 6 rimbalzi e 7 assist in 14’ alla prima stagionale; danno a turno il loro contributo JaVale McGee (11 punti nel terzo quarto), Dwight Howard (12 punti e 9 rimbalzi), Danny Green (14 punti), Avery Bradley (5 assist) e il fenomeno social Alex Caruso. Insomma, Vogel sta scoprendo col passare delle partite di avere una squadra con una sua identità precisa, che morde in area (70 punti) e quando alza i giri in difesa diventa dura da battere.

L’ALBA DEI SUNS  

A Phoenix resta il rammarico per quegli ultimi 6 tiri sbagliati, quel blackout che ha trasformato il 113-111 che Devin Booker aveva firmato a 3’29” dalla fine in un 9-0 Lakers che ha indirizzato la partita verso Los Angeles. Ma i Suns (6-4) hanno confermato che fanno sul serio: 6 giocatori in doppia cifra, 16 triple a bersaglio, 32 assist di squadra. Ordinati, efficaci, con un gioco arioso in cui Ricky Rubio (21 punti e 10 assist) dimostra di essere la point guard che mancava da troppo tempo. Il Booker show degli ultimi anni è diventato un’orchestra in cui contro i Lakers si fa notare anche Aron Baynes (20 punti con 4/6 da tre): il più vecchio nel roster dei Suns doveva essere semplicemente il rimpiazzo di DeAndre Ayton, sospeso 25 partite per doping, si sta trasformando in un indispensabile punto fermo.

LA PARTITA

I Lakers provano a rompere tre quarti di equilibrio e spettacolo toccando il 109-102 con una tripla di Davis a 6’ dalla fine. Phoenix reagisce subito, controsorpassa con un 8-0 ricominciando quel meraviglioso testa a testa che aveva illuminato i primi 36’. Booker porta per l’ultima volta avanti i Suns, 113-111, ma i Lakers rispondono con tre triple di fila (le ultime due sono di Kuzma) e scappano definitivamente. La squadra di Vogel ora ha 4 partite in casa contro avversari dal record perdente per crescere ancora. Phoenix deve ricordarsi la lezione di questo scontro con la squadra che sta in cima al West. Ma l’alba dei nuovi Suns è iniziata.

Phoenix: Booker 21 (9/16 da due, 0/2 da tre, 3/3 tiri liberi), Rubio 21 (5/11, 3/6, 2/2 tl), Baynes 20. Rimbalzi: Kaminsky 9. Assist: Rubio 10.

LA Lakers: Davis 24 (8/15, 1/2, 5/6 tl), Kuzma 23, James 19. Rimbalzi: Davis 12. Assist: James 11.

Fonte:gazzetta.it