La Juve domina e poi trema. Ma batte la Roma ed è campione d’inverno con Demiral e CR7

Infortuni al ginocchio per il turco, autore del primo gol, e Zaniolo, fuori in lacrime. Nella ripresa inutile gol di Perotti su rigore

La Juve è campione d’inverno e da Roma se ne torna a casa con una vittoria pesantissima, che la riposiziona in classifica davanti a tutti. La squadra di Sarri capitalizza al massimo gli errori iniziali dei giallorossi, soffre nel finale, ma alla fine torna a vincere all’Olimpico a sei anni di distanza dalla sua ultima volta (2014, con gol dell’ex Osvaldo). Ieri a marchiare la vittoria bianconera ci hanno pensato Demiral e Cristiano Ronaldo (su rigore), a cui ha replicato Perotti (sempre dal dischetto). Il dolore più grande per la Roma (e per la Nazionale) è però la perdita di Zaniolo fino al termine della stagione. Per lui probabile rottura del legamento crociato del ginocchio destro, in queste ore a Villa Stuart si sta decidendo quando (eventualmente) operarlo.

CINISMO BIANCONERO

Sarri davanti rinuncia al Dygualdo, lancia ancora un volta in mezzo Rabiot e Ramsey e dietro conferma Demiral per De Ligt. Fonseca invece non cambia nulla, resta con la difesa a 4 e se la va a giocare con gli stessi undici del k.o. con il Torino. Il problema per la Roma è che nei primi dieci minuti ne combina di tutti i colori, tra fase difensiva e d’impostazione. E quando sbagli con la Juventus, rischi di pagare sempre. Così dopo 3’ i bianconeri sono già avanti con Demiral (male Kolarov in marcatura) sugli sviluppi di una punizione laterale di Dybala, ed al 10’ Ronaldo raddoppia su rigore conseguente a un pasticciaccio di Veretout in fase d’uscita dal pressing bianconero. E bene era andata poco prima, con Florenzi a salvare in extremis su Ramsey un pallone che sarebbe stato un bocconcino prelibato ancora per Ronaldo. Insomma, per la Roma non poteva esserci partenza peggiore, per la Juve una dolce discesa verso il titolo di campione d’inverno. Anche perché in mezzo la squadra di Sarri ha tutti palleggiatori sopraffini (Pjanic, Rabiot e Ramsey) e una volta avanti di due reti, cambia il suo piano partita, congelando il match e cercando di far allungare la Roma per colpirla ancora negli spazi. In una partita maschia ma mai cattiva, sono costretti a lasciare il campo prima Demiral e poi Zaniolo. Dei due, il k.o. più preoccupante sembra quello del giovane romanista (con la faccia del c.t. azzurro Mancini in tribuna che è eloquente, in tal senso, in vista dell’Europeo): rottura del legamento crociato del ginocchio destro e stagione finita. Poi la Roma l’occasione per rimettersi in partita ce l’ha anche, ma il tiro di Pellegrini viene salvato sulla riga da Rabiot (il cui braccio è attaccato al corpo), mentre dall’altra parte Ronaldo mette ancora paura a Pau Lopez.

REAZIONE GIALLOROSSA

La ripresa giallorossa inizia con un carico di rabbia ed una serie di mischie che però non portano sostanzialmente a nulla. La Juve, invece, continua a giostrare come se fosse una fisarmonica: a volta si allunga, a tratti si accorcia, per cercare di gestire il possesso palla e trovare i corridoi dove andare. C’è un altro braccia di Rabiot in area su cui i giallorossi protestano, poi Fonseca si gioca la carta Cristante, di ritorno dopo due mesi e mezzo di assenza. Sarri, invece, per alleggerire la pressione alza il baricentro e vuole una Juventus più alta, soprattutto sulle rimesse dal fondo giallorosse. Il problema per la Juve però è che così facendo si spezza in due e proprio su questo atteggiamento prende il 2-1: prima il palo dice no a Dzeko, poi sugli sviluppi della stessa azione Szczesny salva due volte su Under dall’altra parte ma con la complicità del fallo di mano di Alex Sandro, con Perotti che dal dischetto (rigore chiamato dal Var) è glaciale. E allora per la Roma cambia anche la partita, mettendo paura alla Juve in un paio di palle alte (anche perché Pjanic intanto ha iniziato a sbagliare tanto). A sfiorare il gol di testa però è Cristiano Ronaldo, che ha il pallone per chiudere i giochi ma lo spreca al lato. A segnare il 3-1 è allora Higuain (subentrato nel frattempo a Ramsey) in una ripartenza a campo aperto, ma l’argentino è in leggero fuorigioco. Poi l’occasione d’oro per il pari ce l’ha Pellegrini in pieno recupero, ma calcia alto da ottima posizione. Finisce così, con la Juve a godersi il titolo d’inverno e la Roma a leccarsi le ferite per la seconda sconfitta consecutive casalinga. Da capire se fanno male più queste o il lungo stop di Zaniolo.

Fonte:gazzetta.it