Decide il gol del centravanti all’89’: nel primo tempo a segno Correa e Chiesa. Nel recupero espulso Ranieri, poi Caicedo sbaglia un rigore

Quando il pareggio sembrava ormai scritto e tutto sommato giusto per quello che si era visto in campo, ecco spuntare la testa del capocannoniere del campionato. Sul cross di Lukuku a un minuto dal termine il centravanti laziale piazza il decimo sigillo del suo campionato e regala alla Lazio tre punti pesantissimi. Dopo un periodo opaco (ultima vittoria vecchia di quasi un mese) la squadra di Inzaghi si rilancia e torna a sognare quella zona Champions che ora dista solo due punti. Cade invece la Fiorentina dopo sette partite utili consecutive. Una sconfitta che la squadra di Montella probabilmente non meritava, anche se rispetto alle ultime brillanti prestazioni stavolta la Viola ha un po’ lasciato a desiderare.

BOTTA E RISPOSTA

Il primo tempo scivola via tra ritmi non forsennati e improvvise accelerazioni. Dopo un avvio che vede la Viola più attiva (ci prova Castrovilli dalla distanza) la Lazio prende il controllo delle operazioni grazie al palleggio del suo centrocampo dai piedi buoni. Il 3-5-2 di Inzaghi è più armonico e avvolgente, quello di Montella ha – almeno in questa occasione – il baricentro basso. I biancocelesti tengono palla in attesa dell’imbucata buona che arriva al minuto 22: Luis Alberto avvia benissimo l’azione, poi Immobile pesca Correa che dribbla Dragowski e deposita in rete per l’1-0 degli ospiti. L’arbitro Guida inizialmente annulla per fuorigioco, come già aveva fatto qualche minuto prima su un gol di Immobile, ma stavolta il fuorigioco non c’è (è Pezzella a tenere in gioco l’argentino) e il Var corregge la decisione dell’arbitro. Var che invece non era intervenuto in precedenza per un contatto molto dubbio nell’area dei padroni di casa tra Caceres e Lazzari. Il vantaggio laziale, tutto sommato meritato, dura però solo cinque minuti perché al primo vero affondo la Fiorentina pareggia. I protagonisti sono sempre loro: Ribery che inventa (e a nulla serve la gabbia che provano a costruirgli tre laziali) e Chiesa finalizza. Il botta e risposta rende più guardinghe entrambe le squadre, si arriva così all’intervallo senza sussulti. A parte il guaio fisico che costringe Caceres a uscire. Lo rileva il giovane Ranieri.

IL SALE SULLA CODA  

Il secondo tempo continua sula falsariga di quanto visto nella parte finale del primo. Le due formazioni provano a farsi male, non si accontentano del pareggio, ma cercano la vittoria senza scoprirsi troppo. I due tecnici provano a rimescolare le carte con i cambi. Montella, dopo quello cui è costretto nel primo tempo (Ranieri per Caceres) toglie Lirola per Sottil e poi mette dentro Boteng per Ribery che esce dal campo scuotendo ripetutamente la testa (e poi continua a dissentire anche in panchina). Ma la Viola non trae beneficio dalle forze fresche. Molto più efficaci i cambi di Inzaghi che risponde con Parolo per Milinkovic, Lukaku per Lulic e Caicedo per Correa. Cambi che si rivelano azzeccati perché Parolo dà maggiore equilibrio al centrocampo e Lukaku è decisivo nell’azione che porta al sorpasso della Lazio nel finale. Prima conquista palla su Sottil (con la Fiorentina che protesta a lungo, ma l’arbitro – coadiuvato dal Var – ritiene regolare l’intervento, anche se restano molti dubbi), e poi serve a Immobile la palla che il centravanti deposita in rete di testa quando al 90’ manca un minuto. La Lazio si permette il lusso anche di sbagliare un rigore (fallo di mano di Ranieri su conclusione di Luis Alberto) in pieno recupero con Caicedo che si fa ipnotizzare da Dragowski. Ma ormai la partita è finita.

Fonte:gazzetta.it

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