Nei Pelicans in totale emergenza, l’azzurro firma 10 punti, 5 rimbalzi e 3 assist in 28’. Buona prova anche dell’italiano di San Antonio contro Portland, nonostante gli zero punti a referto

I rimaneggiatissimi Pelicans vanno k.o. a Miami, San Antonio, invece, si fa superare in Texas da Portland.

MIAMI-NEW ORLEANS 109-94 

Non è sicuramente un periodo fortunato per i Pelicans arrivati a Miami con l’infermeria super affollata e costretti a registrare altri due infortuni pesanti all’inizio del match. New Orleans così deve gestire gli ultimi tre quarti del match con solamente otto giocatori a disposizione dello staff tecnico e per la verità fa quello che può ma alla fine si deve arrendere a Jimmy Butler e compagni. Gli Heat così trovano il successo e conservano la propria imbattibilità casalinga in questo campionato. Nicolò Melli si ritaglia il suo minutaggio più consistente della stagione, 28’ sul parquet, e alla fine chiude con 10 punti, cinque rimbalzi, tre assist e tre recuperi. New Orleans deve fare a meno di Hart, Ball, Ingram, Okafor e Redick, oltre a naturalmente della prima scelta assoluta Zion Williamson e come se non bastasse dopo pochi minuti arrivano in sequenza gli infortuni di due titolari, Favors e Jackson. Situazione davvero paradossale. Coach Gentry deve gestire una rotazione con soli otto cestisti arruolabili. Gli Heat con i canestri di Nunn provano subito a prendere il possesso di un match nato nel peggiore dei modi la squadra ospite. Miami domina sotto canestro con un Adebayo che detta legge. La compagine della Florida accelera nella parte finale del primo quarto e prova a piazzare lo sprint. Le giocate di un eccellente Alexander-Walker però tengono in scia i Pelicans, almeno fino a quando Herro inizia a trovare il canestro. Miami arriva al vantaggio in doppia cifra ma le giocate di Moore limitano i danni per Nola che così arriva al riposo in ritardo di cinque lunghezze. Un match complicatissimo regala qualche illusione a inizio ripresa ai Pelicans. Melli dalla lunga distanza avvicina New Orleans ma è soltanto un fuoco di paglia, Herro e Silva fanno ripartire l’attacco degli Heat che chiudono il terzo quarto con il piglio giusto e scappano al +13. I canestri pesanti dell’azzurro e di un sorprendente Alexander-Walker perlomeno fanno sudare i padroni di casa che però sembrano in totale controllo di un match stregato per i Pelicans. Butler e Adebayo fanno il resto, la tripla di Nunn a 2’39’’ dalla sirena poi riporta Miami al +14 e di fatto fa calare il sipario sulla gara.

Miami: Nunn 22 (8/12, 2/7), Adebayo 18, Butler 16. Rimbalzi: Adebayo 14. Assist: Butler 13.

New Orleans: MELLI 10 (0/2 da due, 3/7 da tre e 1/2 ai liberi) con 5 rimbalzi, 3 assist, 3 recuperi e 1 turnover in 28’. Alexander-Walker 27 (4/9, 6/9), Moore 18, Holiday 14. Rimbalzi: Williams 5. Assist: Moore 5.

SAN ANTONIO-PORTLAND 116-121 

Quinta sconfitta consecutiva per gli Spurs che in un modo o nell’altro rimettono in piedi, dopo l’espulsione di Popovich all’inizio del terzo quarto, un match nel quale erano stati sotto anche di 23 lunghezze, toccano il +15 ma con uno sciagurato finale rovinano tutto e si fanno superare dai Blazers. Marco Belinelli per la prima volta in questo campionato chiude senza punti a referto in 14’ di gioco ma produce un +/- di ben +19, di gran lunga il migliore di tutta la squadra. I Blazers partono con il piglio giusto e lanciano subito segnali alla distratta difesa di San Antonio. McCollum in attacco fa quello che vuole e Portland prende il controllo delle operazioni, lasciando agli Spurs solo le briciole. Dopo un primo quarto chiuso con 41 punti a referto gli ospiti tengono il piede sull’acceleratore anche in apertura di seconda frazione e toccano il +23. Mills e Aldridge rispondono prima del riposo, riportando in linea di galleggiamento la compagine texana. McCollum quando accelera resta immarcabile, Portland però rallenta ma arriva comunque al riposo avanti 66-58. Forbes e DeRozan provano a dare segni di vita in apertura di ripresa, i Blazers rispondono e Popovich decide di chiudere con largo anticipo il suo match facendosi espellere per proteste. A dirigere la squadra ci pensa il triunvirato Duncan-Hammon-Hardy con l’ex centro di San Antonio che però ha tecnicamente i gradi di head coach con l’uscita di scena di Pop. L’espulsione del tecnico di San Antonio ottiene l’effetto desiderato, la sua truppa, infatti, si mette a giocare con un’intensità ben diversa e il match cambia radicalmente. Aldridge e Gay si rimettono a segnare, dall’altra parte del campo gli Spurs decidono di difendere per davvero. Portland è annichilita e San Antonio passa a condurre, arrivando addirittura al +15 con il canestro di DeRozan a 8’32’’ dalla sirena. Ma proprio quando tutto sembra girare a favore della compagine texana, i Blazers tornano prepotentemente nel match con un parziale di 11-0. Tutto da rifare, quindi, per gli Spurs che perdono fiducia e diventano confusionari in attacco. Portland li riprende, per poi superarli con il gioco da tre di Hood a 1’21’’ dalla fine. DeRozan riporta San Antonio al -1, poi chiude il possesso successivo commettendo un fallo in attacco su Whiteside. I liberi dell’ex Heat riportano gli ospiti al +3, Lillard poi dalla lunetta, dopo l’errore dalla media distanza di White, chiude definitivamente i conti.

San Antonio: BELINELLI 0 (0/3 da due, 0/1 da tre) con 1 rimbalzo, 1 assist e 1 turnover in 14’. Aldridge 30 (10/15, 2/5), Gay 16. Rimbalzi: Aldridge 13. Assist: Mills, DeRozan, White 5.

Portland: McCollum 32 (7/14, 6/11), Lillard 22, Whiteside 21. Rimbalzi: Whiteside 12. Assist: McCollum 7.

Fonte:gazzetta.it