Formula E: da Roma ci si aspettano delle risposte

Presentate le auto degli 11 team nella meraviglia di piazza di Spagna. Sabato nel circuito dell’Eur si corre il settimo e-prix di una stagione fin qui senza padroni: sarà la gara italiana a delineare una gerarchia del campionato?

Ieri mattina le hanno prese tutte e 11 e le hanno messe sotto la scalinata di Trinità dei Monti, in piazza di Spagna. Undici macchine che sembrano la reclame del futuro, con quelle linee un po’ spaziali, di fianco alla Barcaccia. Bel contrasto. E’ fin dall’inizio, ormai più di quattro anni fa, che lo si ripete: tra le cose belle della Formula E c’è che si corre nelle città, a volte proprio nei centri delle metropoli. Creando effetti straordinari. Ma in effetti mai, in nessun altra delle località iconiche toccate dalla categoria, si era visto uno spettacolo come quello che creato ieri. Merito della meraviglia di Roma.

SECONDA VOLTA A ROMA — Dove domani si corre il settimo round della Stagione 5. Un gran ritorno, atteso, dopo lo stupore suscitato e il successone ottenuto un anno fa, quando lungo le strade dell’Euro trionfò Sam Bird con la Virgin. Il circuito è lo stesso di un anno fa, sarà interessante constatare i miglioramenti, visto che le nuove auto di Gen2 hanno 50 kW in più in qualifica e 20 in più in gara.

SEI VINCITORI — Ci si aspetta molto dall’e-prix di Roma. Soprattutto in termini di chiarezza dopo che, come è noto, i primi sei di questa stagione hanno avuto altrettanti vincitori, oltretutto di sei squadre diverse. Col risultato di avere i primi sei piloti in classifica compressi in soli 10 punti: dai 62 di Antonio Felix da Costa, della BMW, ai 52 di Lucas Di Grassi dell’Audi e dell’italo-svizzero Edoardo Mortara della monegasca Venturi. In pratica c’è attesa di capire se ci sarà uno dei sei vincitori capace di ripetersi. Dunque uno tra Da Costa (vittorioso in Arabia Saudita), Jerome D’Ambrosio (a Marrakech), Sam Bird (Santiago del Cile), Lucas Di Grassi (Città del Messico), Edo Mortara (Hong Kong) o Jean-Eric Vergne (Sanya). FONTE:GAZZETTA.IT

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