Portland, 4-0 dei rimpianti. Lillard è sempre più futuro: verso il sì al maxi rinnovo

I Blazers escono dai playoff con l’amaro in bocca del cappotto subito dai Warriors ma la consapevolezza di essere tornati elite. Dame pronto a restare fino al 2025

È finito male, ma questo 2018-19 rimarrà per sempre nella storia di Portland. Il 4-0 subito in finale di Western Conference dai Warriors lascia l’amaro in bocca ma non rovina una stagione in cui i Blazers sono tornati sulla mappa della Nba che conta. Nella Rip City non si perde tempo: Damian Lillard, secondo quanto riporta Yahoo Sports, è già pronto a firmare un’estensione contrattuale di 4 anni per 191 milioni di dollari. Dame è il volto della franchigia e il punto fermo da cui ripartire per non perdere il posto privilegiato nel selvaggio West.

LA STAR Quello tra Lillard e i Blazers è un matrimonio di successo, che le due parti sono pronte a prolungare fino al 2025 (sommando i 62 milioni per cui Dame è a libro paga per le prossime due stagioni, escono 253 milioni garantiti per i prossimi 6 anni). “È stata una stagione speciale – ha detto Lillard – sono soddisfatto anche dei miei playoff. Critico sempre me stesso per le partite in cui ho fatto fatica. Ma credo di aver giocato alla grande”, ha confessato il 28enne da Oakland che non si è lasciato annebbiare la mente dalla deludente serie contro Golden State, chiusa con 22.3 punti (ma col 36% dal campo e il 37% da 3) e le rimonte subite in gara 2, 3 e 4 (rispettivamente, 17, 18 e 17 punti di vantaggio). Meglio concentrarsi sui 50 punti con magnifico tiro vincente da 9 metri che hanno chiuso in 5 gare il primo turno con Oklahoma City, o le 7 battaglie a 25 punti di media contro Denver che hanno riportato Portland in finale di conference dopo 19 anni. A consacrare i suoi playoff ci ha pensato anche Steve Kerr: “Penso che Damian sia stato grande. Ci ha sempre messo in grande difficoltà, costringendoci ad adeguare la nostra difesa. Ha giocato in modo fantastico”.
STOTTS Gran parte del merito dell’ottima stagione dei Blazers va a coach Terry Stotts. Perché è riuscito a far salire di livello un gruppo che ha passato più di un momento difficile, dentro e fuori dal campo: la scomparsa ad ottobre dello storico proprietario Paul Allen, il gravissimo infortunio di Jusuf Nurkic (frattura scomposta di tibia e perone della gamba sinistra) che l’ha costretto ai box dal 26 marzo e alle condizioni fisiche precarie di Enes Kanter (spalla sinistra) e dello stesso Lillard (problema alle costole che l’ha limitato nelle ultime 3 gare contro i Warriors) nei playoff. “È sempre dura perdere, ma è stata una stagione grandiosa. I miei ragazzi sono davvero speciali e sono molto orgoglioso di loro” ha detto Stotts, che ha poi elogiato la sua stella Lillard: “Dame non è solo un gran giocatore, ma è una grande persona. È un vincente”.

FUTURO Con Lillard pronto a firmare il rinnovo, con coach Stotts sotto contratto ancora per 1 anno (ma con l’intenzione di trovare un nuovo accordo) e CJ McCollum in scadenza del 2021, Portland può contare sui 3 protagonisti che l’hanno resa grande in questa stagione per scalare le vette dell’Ovest anche nel 2019-20. I quesiti, però, non mancano per la squadra col 4° monte ingaggi più alto della Lega e con una nuova proprietaria (Jody Allen, sorella di Paul) al comando. La dirigenza dovrà decidere cosa fare del folto gruppo di unrestricted free agent sull’uscio: Enes Kanter si è innamorato di Portland, Al-Farouq Aminu, Rodney Hood e Seth Curry sono stati pezzi fondamentali del supporting cast celebrato da Stotts. Ma i margini di manovra sono stretti. Notizie confortanti arrivano da Jusuf Nurkic: la riabilitazione procede al meglio per uno dei pilastri della squadra. Insomma, pur con qualche nodo da sciogliere, Portland sembra ben al riparo da un’estate Nba bollente. FONTE:GAZZETTA.IT

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