Una gran punizione della Joya regala la qualificazione a Sarri: Ronaldo non incanta, altra grande partita di De Ligt

Missione compiuta. La Juventus è matematicamente prima nel girone e potrà andare a Leverkusen in gita nell’ultima giornata. Missione compiuta grazie a un Paulo Dybala in versione Maradona, che regala la vittoria ai bianconeri con una punizione spettacolare alla fine del primo tempo. Cristiano è tornato ma il Re è ancora il diez, che segna la settima rete stagionale e diventa il miglior marcatore della squadra.

SUPER JOYA

Il solito ballottaggio in attacco stavolta lo vince Il più giovane degli argentini, che dà ragione a Maurizio Sarri giocando un primo tempo sontuoso, di cui la magia nell’angolino è solo la ciliegina sulla torta. Dybala è immancabile, fa ammonire Hermoso e srotola tutto il meglio del suo repertorio. Ronaldo invece non brilla: si sbatte ma si vede che non è ancora al top dopo il problema al ginocchio che gli ha fatto saltare l’Atalanta. Bene Danilo, che la spunta su Cuadrado a destra, e anche De Sciglio a sinistra. Sulla trequarti Ramsey sostituisce Bernardeschi mezzo acciaccato e Bentancur fa la mezzala destra al posto di Khedira. L’Atletico, con Joao Felix in panchina e Vitolo accanto all’ex Morata, è tosto (subito due ammoniti) ma rispetto al passato sfrutta molto meno le ripartenze, la Juve controlla la partita ma fino alla perla di Dybala non fa un tiro in porta. Paulo sblocca il risultato nel recupero del primo tempo con una punizione da posizione impossibile: palla nell’angolino solo dove i campioni sanno metterla.

PALO, DIFESA ED ERRORI  

Nel secondo tempo l’Atletico (che ha bisogno di vincere per qualificarsi) spinge di più alla ricerca almeno del pareggio. Simeone prova ad aumentare la spinta offensiva inserendo Joao Felix (due tiri e una grande apertura per Correa) al posto di Vitolo. La Juve è ancora pericolosa con Bernardeschi (che ha sostituito Ramsey: palo al 21’) e con Ronaldo (tiro alto su azione di contropiede). Nell’ultimo quarto d’ora c’è spazio anche per Higuain e per la standing ovation dell’intero Stadium a Dybala, con tanto di buffetto di ringraziamento di Sarri. Paulo è uscito al 30’, si è messo il giaccone e si è accomodato in panchina. Dopo una partita così non avrebbe meritato di essere sostituito, ma è un momento magico e niente potrà rovinarglielo. Brivido finale con Morata che davanti alla porta cicca il pallone, ma il grande ex era comunque in fuorigioco.

Fonte:gazzetta.it