Nba: Celtics, il vero Hayward può fare la differenza. Ma il difficile arriva ora

Boston è la prima squadra a passare al 2° turno dopo il 4-0 su Indiana. Decisive le volate finali. Ma il banco di prova non è stato tale da permettere valutazioni definitive

Sono stati i primi a qualificarsi per il secondo turno dei playoff Nba. Forse a sorpresa, dopo l’andamento in chiaroscuro della stagione regolare. Eppure, intanto, battendo 4-0 Indiana, i Boston Celtics si sono garantiti una settimana di riposo: sino almeno a domenica non torneranno sul parquet, al 99% contro i Bucks a Milwaukee. Qual è il bilancio della prima serie playoff, dei verdi, per provare a individuare le loro prospettive contro Antetokounmpo e la squadra col miglior record della lega, guardando avanti? Serviti.

COSA FUNZIONA — Vincere aiuta a vincere. Per una squadra che per somma di talenti è la migliore a Est, ma che come coralità è arrivata quarta nella Eastern Conference per colpa di una chimica rivedibile, ammessa, la fiducia può fare la differenza. Fiducia nelle potenzialità complessive, fiducia nel compagno che deve ruotare assieme a te in difesa. Alcuni elementi di quel puzzle biancoverde non saranno forse mai amici fuori dal campo, ma almeno non farsi la guerra o utilizzare un errore altrui come scusa per un insuccesso collettivo, diventa un primo, importante passo. Vincere aiuta la coesione. Poi Hayward. Ha fatto bene al cuore degli appassionati vederlo decisivo in gara-4 nella sua Indianapolis contro i Pacers. Letture intelligenti, triple, persino una schiacciata imperiosa, negatagli dagli arbitri, che ne testimonia la ritrovata fiducia atletica. Il ritorno all’efficienza fisica post infortunio è stato lungo e laborioso. Ma i progressi ai playoff rispetto alla stagione regolare sono palesi. 12 punti, 5 rimbalzi, 48.6% dal campo. Hayward col suo elevato IQ cestistico può aiutare i C’s, guardando avanti. E prestazioni su questo livello possono ridurre i mugugni di chi si sentiva scavalcato nei minutaggi da un giocatore in campo più per status che per efficacia. I C’s hanno poi dominato il 4° quarto, contro Indiana. Le volate, negli ultimi 5’, sono diventate monologhi. Perché Boston ha i solisti, Irving su tutti, capaci di trasformarsi in closer tipo baseball, con la partita in bilico, e perché i Celtics sono ben allenati da coach Stevens: l’esecuzione funziona (anche) perché gli input sono quelli corretti. I giovani sembrano progressivamente crescere, qualcuno ritrovarsi. Tatum ha segnato 19 punti a partita nelle 4 gare con Indiana, tirando col 51% dal campo. Secondo violino funzionale accanto a Irving. Brown con l’assenza di Smart ha ritrovato minuti, posto da titolare, e fiducia: 59% al tiro. Rozier è stato utilizzato non solo da alternativa di Irving, in ovvio subordine, ma pure al suo fianco. La continuità resta sconosciuta con minutaggio ridotto, ma qualche lampo di Scary Terry versione playoff 2018 s’è intravisto. Infine è vero che Indiana ha un attacco modesto senza Oladipo, ma è stata comunque tenuta a 74, 91, 96 punti, e i 106 di gara 4 si sono accumulati a sfida ormai segnata. Insomma, la difesa di Boston mostra quantomeno una crescita.

COSA NON FUNZIONA — Anzitutto l’ostacolo Indiana s’è dimostrato poco credibile. I Pacers sono crollati post All Star Game: hanno finito la benzina. Difendere forte non basta ai playoff se i tuoi playmaker sono sciagurati come scelte e inefficienti come esecuzione. Servono test più attendibili, per parlare di Celtics rilanciati. Poi, l’attacco funziona più per “tirate” dei singoli talenti, ancora, che come congegno collaudato. Boston è addirittura undicesima per offensive rating, in postseason, tra le 16 partecipanti. Per intenderci: 103.7 rispetto al 119.2 (in 3 partite) dei Bucks, che guardano tutti dall’alto nella categoria, persino Golden State. Infine, l’infortunio di Smart ha sì facilitato le rotazioni, ma un guerriero come lui, specie abbinato a un altro “cattivo” come Morris, ai playoff farebbe comodo. E invece, almeno per l’inizio della prossima serie, probabilmente sino alla fine, non ci sarà, in recupero dall’infortunio del 7 aprile. FONTE:GAZZETTA.IT

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