Nba playoff, Durant fenomeno: 50 punti. Niente da fare per Gallinari e i Clippers

KD trascina i Warriors al 4-2 : Los Angeles cede 129-110 in gara-6 chiudendo una stagione da applausi. Da domani alle 21.30 italiane semifinale contro Houston

Forse non era “Dio travestito” da Kevin Durant, come Larry Bird dipinse Michael Jordan in quell’indimenticabile Celtics-Bulls del 1986 in cui fissò a 63 punti il record dei playoff. Ma il KD che in gara-6 ha consegnato ai Warriors la semifinale di conference contro Houston (gara-1 è domenica alle 21:30 italiane), costringendo alla resa gli indomabili Clippers, ci è andato tremendamente vicino. I suoi 50 punti sanno tanto di onnipotenza e sono la firma sul 129-110 con cui Golden State chiude sul 4-2 contro Los Angeles una serie più difficile del previsto, contro una squadra andata oltre ogni previsione. E contro il miglior Danilo Gallinari di sempre, che mette la ciliegina sulla torta della sua stagione del riscatto con 29 punti. Merita solo applausi, come questi straordinari Clippers.

SUPERIORI — I Warriors hanno giocato da Warriors in gara-6. Aggrappati al miglior Durant mai visto nei playoff (“uno di quei giocatori che puoi solo sperare sbagli” lo ha incoronato Doc Rivers), con Shaun Livingston in quintetto per aprire spazi in area, hanno piegato i Clippers con la difesa (LA tenuta al 39,6%) e scatenando tutto il loro devastante potenziale offensivo. Nel corso della serie i campioni hanno avuto alti e bassi che non potranno permettersi contro i Rockets, ma hanno sempre reagito alle difficoltà mostrando perché sono i favoriti per il terzo titolo consecutivo. “I Clippers hanno tirato fuori il nostro meglio, costringendoci a giocare al massimo per vincere la serie” ha detto Steve Kerr. Durant è stato l’mvp dei campioni, con l’onnipotenza di gara-6 rampa di lancio per l’incrocio con James Harden e Houston. Draymond Green ha chiuso con una strepitosa tripla doppia (16 punti, 14 rimbalzi, 10 assist), confermando che quando ringhia sia in attacco che in difesa i campioni sono di un altro livello. Steph Curry ha chiuso con 24 punti nonostante una distorsione alla caviglia destra da valutare, Klay Thompson ha mostrato quanto faccia la differenza in difesa annullando Lou Williams (8 punti ma 3/21 al tiro in gara-6). Andre Iguodala con 15 punti per ricordare quanto è prezioso.

APPLAUSI — I Clippers si sono meritati la standing ovation con cui lo Staples Center li ha salutati. Per una stagione da 48 vittorie, per i playoff in cui hanno messo in difficoltà i favoriti per il titolo. “Questa squadra è come i miei Celtics campioni nel 2008 ma senza gli All Star – ha detto Rivers -. Ha lavorato duro ogni singolo giorno, si è fatta amare e rispettare”. Il discorso vale anche per Gallinari: ha giocato la miglior stagione della sua carriera, dimostrando di poter essere leader e fare la differenza. E’ stato il faro di questa squadra tenace, tirando fuori il carattere necessario per rialzarsi dalle difficoltà al tiro delle prime gare coi Warriors. Lo Staples Center ha regalato una standing ovation a Lou Williams, il cui flop in gara-6 non cancella una stagione strepitosa, e a Pat Beverley, quello che più di tutti ha incarnato lo spirito guerriero dei Clippers. Anche Montrezl Harrell, l’altra arma della miglior panchina Nba, ha steccato l’ultimo atto ma la sua resta una stagione da protagonista. Quel futuro che Rivers non vede l’ora di scoprire (dopo una meritata vacanza) ha i volti di Shai Gilgeous-Alexander e Landry Shamet. E la prospettiva di avere spazio salariale per aggiungere in estate due grandi free agent.

GARA-6 — La voglia di lottare dei Clippers si è vista anche nell’ultimo atto della serie. Aggressivi in avvio, col 18-8 toccato a metà primo quarto, capaci di non arrendersi quando Durant ha cominciato il suo show (il picco nel secondo quarto, quando ha messo in poco più di 4’ i primi 16 punti dei suoi) e i campioni hanno ribaltato tutto arrivando al riposo sul 72-53. I Clippers hanno risposto con un parziale di 18-8, prima di farsi travolgere di nuovo per il 102-78 Warriors alla terza sirena. Hanno provato a rientrare anche nel quarto periodo (114-101 con 6’01” sul cronometro), ma senza il miglior Williams un miracolo come la rimonta da -31 di gara-2 era impossibile. Rivers ha alzato bandiera bianca a 2’25” dalla fine: la standing ovation dello Staples Center manda i Clippers in vacanza, a pensare al futuro. E consegna all’Nba quel Warriors-Rockets che tutti aspettano di vedere.

LA Clippers: GALLINARI 29 (8/17 da due, 3/7 da tre, 4/6 tiri liberi) 5 rimbalzi, 2 recuperi, 1 stoppata 1 palla persa in 32’57”. Gilgeous-Alexander 22 (6/10, 2/4, 4/6 tl), Beverley 11, Shamet 10, Harrell 10. Rimbalzi: Beverley 14. Assist: Beverley 7, Williams 7.

Golden State: Durant 50 (9/12, 6/14, 14/15 tl), Curry 24, Green 16. Rimbalzi: Green 14. Assist: Green 10 FONTE:GAZZETTA.IT

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