Pazza Inter, ma alla fine Keita e il Ninja la portano in Champions: Empoli in B

Partita pazzesca. Icardi sbaglia un rigore. Handanovic miracoloso. Toscani mai domi, ma alla fine la squadra Spalletti conquista l’Europa che conta

Perché ti riduci sempre all’ultimo minuto? Se nasci cicala, non puoi morire formica. E l’Inter, almeno questa Inter, è indubbiamente cicala. Quando arrivi last minute, e le cose vanno bene, ti sembra quasi che così sia più bello, dia più soddisfazione. Tutta l’ansia accumulata si disperde in un urlo liberatorio, le paure si trasformano in piacevoli ricordi. I mezzi infarti in aneddoti. Quando va bene, non sempre va bene. Ma se sei cicala, non starai certo a pensarci, non stasera. L’Inter si prende la Champions al minuto 81: ne mancavano 9, dei 3420 (più recuperi) giocati in stagione. All’ultimo. Lo fa con un gol di Radja Nainggolan, chirurgico nel ribadire in rete dopo un palo di Vecino, arrivato in contropiede.

NO EQUILIBRI TATTICI L’Empoli sull’1-1 prende il gol che la manda in B in contropiede, non chiedeteci perché. Del resto non è gara da equilibri tattici, ma da psicofarmaci. I nerazzurri rischiano di dover prendere anti-depressivi a manciate, per il quarto d’ora che porta alla combinazione rigore sbagliato-pareggio subito: era passata in vantaggio con un gol (un gran gol) di Keita al minuto 51, aveva avuto il rigore del 2-0 con Icardi al minuto 61. Lo ha sbagliato, con un tiro centrale. E prende gol un quarto d’ora dopo: al minuto 75 l’azione dell’Empoli si sviluppa sulla sinistra. Dalbert, appena entrato per Perisic, esce altissimo e viene superato, Ucan viene pescato in area, va sul fondo e trova sul secondo palo Traoré, che infila l’1-1. Psicodramma servito, poi cancellato da Nainggolan. Ma è solo l’inizio.
IL FINALE Perché quello che succede dopo è una cosa senza senso e senza freni, con l’Empoli all’arrembaggio e l’Inter suonata soprattutto a sinistra (dove Dalbert è in “errore di sistema”). Sul cross basso di Caputo D’Ambrosio tocca in salvataggio sulla traversa (traiettoria he viola un paio di leggi della fisisca) e poi rischia la crisi isterica. Poi è il momento di San Handanovic, che dopo aver piazzato già un paio di interventi decisivi, piazza la parata–capolavoro, quella che gli ascrive il quarto posto, su Ucan. C’è tempo per un gol in contropiede, senza portiere segnato da Brozovic e annullato dal Var, per il rosso di Keita, per un altro cross empolese che taglia tutta l’area mentre il Meazza trattiene il respiro.

FINISCE COSÌ Finisce con i giocatori empolesi a terra, distrutti dopo aver sfiorato una rimonta in classifica clamorosa, dopo aver resistito nel primo tempo e risposto nel secondo, e con quelli nerazzurri che fanno a turno per saltare in braccio ad Handanovic, il capitano e il salvatore. Mauro sbaglia il rigore della sicurezza, Handanovic rimedia all’ultimo: c’è tutta la stagione dell’Inter. C’è un’annata da cicala. Che però torna in Champions. O a riveder le stelle, come dicono qui. FONTE:GAZZETTA.IT

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