Finisce 2-1 a Tampere: gli Azzurri dominano e passano con Immobile, poi pari di Pukki su rigore. Decide un altro penalty, molto dubbio, trasformato da Jorginho

Mettiamola così: l’Italia c’è sempre e ha un carattere enorme. Missione quasi compiuta con l’ennesimo successo, il sesto in sei partite di qualificazione, ma più complicato del previsto. E ora ci basterà battere la Grecia per centrare la qualificazione matematica. Abbiamo un po’ ingigantito la Finlandia e, dopo essere passati in vantaggio con Immobile nella ripresa, le abbiamo permesso il pari con un rigore evitabilissimo provocato da Sensi, fino a quel momento il migliore. Ma nel finale l’entrata di Belotti e Bernardeschi è stata decisiva e sono stati gli azzurri a procurarsi il tiro dagli undici metri (generoso) segnato da Jorginho: 2-1, Europeo arriviamo. Nei due gol c’è sempre Barella, la scommessa vinta da Mancini. E adesso siamo a 18 punti, +6 sulla Finlandia e +9 sull’Armenia a 4 giornate dalla fine. Manca solo l’aritmetica, che potrebbe arrivare già battendo la Grecia. E l’Italia “vera” che, probabilmente, vedremo a ottobre. Settembre non fa per noi.


Finisce 2-1 a Tampere: gli Azzurri dominano e passano con Immobile, poi pari di Pukki su rigore. Decide un altro penalty, molto dubbio, trasformato da Jorginho

dal nostro inviato Fabio Licari8 settembre – 22:39 – TAMPERE (FIN)

Mettiamola così: l’Italia c’è sempre e ha un carattere enorme. Missione quasi compiuta con l’ennesimo successo, il sesto in sei partite di qualificazione, ma più complicato del previsto. E ora ci basterà battere la Grecia per centrare la qualificazione matematica. Abbiamo un po’ ingigantito la Finlandia e, dopo essere passati in vantaggio con Immobile nella ripresa, le abbiamo permesso il pari con un rigore evitabilissimo provocato da Sensi, fino a quel momento il migliore. Ma nel finale l’entrata di Belotti e Bernardeschi è stata decisiva e sono stati gli azzurri a procurarsi il tiro dagli undici metri (generoso) segnato da Jorginho: 2-1, Europeo arriviamo. Nei due gol c’è sempre Barella, la scommessa vinta da Mancini. E adesso siamo a 18 punti, +6 sulla Finlandia e +9 sull’Armenia a 4 giornate dalla fine. Manca solo l’aritmetica, che potrebbe arrivare già battendo la Grecia. E l’Italia “vera” che, probabilmente, vedremo a ottobre. Settembre non fa per noi.

PUKKI FA PER TRE Infatti non è cambiato molto dal primo tempo con l’Armenia. Ancora una volta la manovra di Mancini tarda a sbocciare. Circolazione lenta, distanze eccessive tra reparti, poca fantasia. Lì era stata la furia ossessiva degli armeni a farci tremare, qui ci disturba il pressing alto sulla trequarti: la Finlandia ha gioco facile con il ritmo degli azzurri, in più Pukki da solo fa reparto. Un paio di ripartenze del gigante mettono paura (e all’8’ Emerson deve uscire per essersi infortunato dopo una rincorsa disperata). Tanta pretattica, ma alla fine la Finlandia si schiera come all’andata, con un 3-4-2-1 che naturalmente si trasforma in 5-4-1 in fase di non possesso. La chiave tattica sono i due esterni, Lod a destra e Lappalainen a sinistra: affiancano Pukki oppure arretrano per compattare le mediana. In tutta sincerità: dedizione, corsa, Pukki e poco altro. Ma non c’è l’Italia.

SCELTE DEL C.T. Mancini ha scelto Acerbi dietro per Romagnoli e, lasciando Pellegrini alto, ha confermato Barella, il cui primo tempo lascia pensare. Per fortuna c’è Sensi che non è Verratti, non può avere la stessa personalità del parigino, ma cresce con il passare dei minuti prendendo in mano la squadra: una regia meno insistita di quella di Verratti, ma con più pericolosità davanti. È lui a dare la scossa con un tiro al volo salvato da un miracolo di Hradecky, e ancora lui a sfiorare il palo da fuori. Vicino al gol anche Immobile di testa: gioca il laziale, non Belotti, ma il primo tempo non è convincente perché cerca la profondità ma non torna e non difende palla, sormontato dal gigante Arajuuri. L’impressione chiara è che l’Italia di giugno sarebbe stata già in vantaggio. Izzo, lo stesso Jorginho e Chiesa (più quantità) sono sotto standard.

AHI SENSI Nella ripresa sembra quasi che gli azzurri vogliano rallentare per colpire. Si capisce però che Sensi è stanco e fisicamente non regge il confronto – un problema che potrebbe presentarsi in Champions –mentre cresce Barella che si procura la punizione dal limite. Sull’azione che si sviluppa, Chiesa mette al centro e la deviazione di Arajuuri manda la palla sulla testa di Immobile che colpisce, 1-0. Non una grandissima partita la sua, difficile per lui entrare nel gioco di Mancini, ma l’impegno è premiato. Però Sensi perde palla a centrocampo e, per inseguire Pukki, lo spinge in area: rigore che il gigante del Norwich non sbaglia. 1-1, subiamo un altro gol. Solo che Berna e Belotti cambiano il volto nel finale: lo juventino dà ampiezza e vivacità, Belotti tiene palla e si rende pericoloso in tre occasioni, oltre a creare l’azione che porta al rigore. Jorginho, freddissimo, non sbaglia. È andata. Finlandia piccola, noi l’abbiamo tenuta in piedi conquistando però punti pesantissimi. FONTE:GAZZETTA.IT

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