Europa League, nel primo tempo l’esterno porta in vantaggio i giallorossi, ma a inizio ripresa commette l’errore dal quale nasce il pareggio di Liendl. Fonseca non scatta in classifica

Che non sarebbe stata una partita facile lo si era capito da un po’. Ed infatti alla fine la Roma esce con un pareggio (1-1) dalla trasferta in casa del Wolfsberg che comunque permette ai giallorossi di restare in vetta alla classifica del gironcino, proprio alla pari con gli austriaci. Che hanno pressato come assatanati per tutta la partita, cercando di mettere in difficoltà la squadra di Fonseca proprio sul piano del ritmo. Tra i giallorossi buone le prove di Diawara, Santon e Zaniolo (solita ammonizione ingenua, però), da rivedere invece Kalinic.

PRESSING E CARAMBOLE Fonseca in extremis perde anche Florenzi per un attacco influenzale e alla fine cambia ben 8/11 rispetto alla vittoria di Lecce, tenendo dentro solo Mancini, Kluivert e Diawara. Struber, invece, conferma la squadra che aveva dominato in casa del Borussia Moenchendgladbach, vincendo a sorpresa per 4-0. E proprio come in Germania gli austriaci giocano una partita fatta di pressing, intensità ed energia. La pressione alta mette anche qualche apprensione alla Roma in fase di costruzione, anche se poi i giallorossi quando riescono a saltare la prima linea di pressing diventano quasi sempre pericolosi. Anche perché con tanto spazio per andare, gli strappi di Zaniolo a sinistra e le accelerazioni di Kluivert a destra permettono ai giallorossi spesso e volentieri di alleggerire la pressione avversaria e di mettere paura agli avversari. E proprio dai due esterni giallorossi al 13’ sta per nascere il vantaggio romanista, ma Schmitz salva in extremis sull’olandese una bella palla tagliata da Zaniolo. Dall’altra parta Weissman e Liendl combinano spesso bene, anche se a rendersi pericolosissimo è Ritzmaier di testa (con deviazione di Fazio), con Mirante che è da applausi. Così al 27’ la Roma passa, anche se in modo rocambolesco: corner di Pastore, colpo di testa di Spinazzola che sbatte sul corpo dello stesso Ritzmaier e ricarambola sulla testa del terzino romanista, con la palla che finisce sul sacco dalla parte opposta. Poi Kluivert spreca alto e il Wolfsberg torna a pressare a tutto campo. In una delle tante mischie ci mette una pezza in extremis Santon, permettendo alla Roma di andare negli spogliatoi in vantaggio.

A TUTTO PRESSING La ripresa si apre con i fuochi d’artificio: prima Zaniolo impegna Kofler, poi è Weissman a mettere paura a Mirante da fuori, infine Liendl trova il pari con un sinistro meraviglioso da 20 metri, dopo un malinteso nell’uscita-pressing tra Spinazzola e Cristante. Il Wolfsberg riprende fiato e torna a pressare a ritmi forsennato in ogni angolo del campo. L’occasione per segnare però ce l’ha la Roma al 19’ con Pastore, la cui battuta a rete di controbalzo finisce di un soffio fuori. Poi intorno al 25’ gli austriaci iniziano a dare segnali di cedimento fisico e allora la maggiore qualità tecnica della Roma viene fuori, soprattutto dal punto di vista del palleggio. Kluivert graffia da fuori, Zaniolo prima ha una buona occasione ma calcia fuori da buona posizione, poi impegna Kofler da fuori area. Quindi è Ritzmaier a provarci da fuori (di poco alto), mentre la Roma al 40’ protesta per un mani in area di Rnic su tiro di Kalinic, ma il braccio è attaccato al corpo. In chiusura brivido finale su un cross di Kolarov, trattenuto male da Kofler.
fonte:gazzetta.it

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