Un gol dell’attaccante e uno dell’esterno affondano i viola, che non vincono da fine ottobre. Inutile il gol di Caceres

Mazzarri serve il break e il Toro è tornato in corsa per l’Europa. Un colpo di testa di Zaza e una fucilata di Ansaldi piegano la Fiorentina di un Montella sempre più a rischio esonero. Per i granata è la seconda vittoria consecutiva dopo il blitz di Genova: il Toro è in piena rimonta, e in classifica si porta ora alle caviglie del Napoli. A un punto da quel settimo posto che potrebbe aprire una finestra sull’Europa.

LOLLO CRACK 

Ci sarà probabilmente una maledizione che non accenna ad allontanarsi dal Torino di Mazzarri. Anche questa domenica i granata pagano pegno alla voce degli infortunati, e aggiungono un altro giocatore nella già affollatissima infermeria. La storia si ripete dopo nemmeno dieci minuti, quando Lorenzo De Silvestri si accascia a terra con il ginocchio sinistro in fiamme e le mani sul volto. Lollo è costretto ad uscire (cambio effettuato al dodicesimo con Aina), portato in spalla dai collaboratori tecnici di Mazzarri e con un tutore a mantenere fermo il ginocchio. Per la cronaca, De Silvestri ha subito lasciato lo stadio, accompagnato in ospedale per sottoporsi a una risonanza magnetica: sembrerebbero escluse lesione, dalle prime notizie filtrate dagli ambienti ospedalieri dovrebbe trattarsi solo di una forte contusione. Il k.o. di Lollo segue quelli di Belotti, Iago Falque, Parigini, Lyanco e Lukic solo giovedì, per citare gli attuale granata k.o.

A TRE PUNTE   

Mazzarri fa quello che può e con quello che ha in questo momento, senza rinunciare al modulo ad albero di Natale con due trequartisti e la punta. Lo si era capito già giovedì pomeriggio, ieri in conferenza l’investitura ufficiale, oggi la certificazione: Walter punta su Zaza con alle spalle Berenguer e Verdi. Montella risponde con una Fiorentina con il 4-2-3-1, il giovanissimo Vlaovich terminale ultimo.

ZAZA TRAVOLGENTE 

Ottimo il primo tempo del Toro, il migliore della stagione, Fiorentina invece non pervenuta. La squadra di Mazzarri gioca con la voglia di bissare la vittoria di Genova, la Viola è invece in piena depressione – e si vede – incapace per quarantacinque minuti di fare un tiro nella porta di Sirigu. Il Toro prende subito il controllo, alza il baricentro, e viaggia sui piedi ispirati di Verdi, sulle chiusure puntuali di Izzo e Nkoulou, sugli strappi di Baselli e Ansaldi. Ma soprattutto è Zaza a metterci furore e qualità: Simone parte subito forte, gioca praticamente a tutto campo, e le occasioni (almeno quattro a metà partita del Toro) capitano tutte a lui. Al 19’ Milenkovic alla disperata salva su un suo diagonale (assist al bacio di Verdi), poi serve un Dragowski reattivo coi piedi per fermare ancora Zaza (21’, ispirato da un blitz di Izzo), ma alla terza arriva il vantaggio: è il 23’, Verdi lavora un pallone delizioso al limite dell’area, show di Ansaldi sulla sinistra che prima si beve Caceres e poi scodella al centro una palla col contagiri per la testa di Zaza che fa uno a zero. Simone rompe il digiuno, non segnava dal 27 ottobre in Torino-Cagliari: terzo gol in Serie A, sesto complessivo in stagione. A un minuto dall’intervallo, Zaza ci prova anche da centrocampo. Applausi dal pubblico, sarebbe stata l’apoteosi in una domenica da leone.

IL SIGILLO DI CRISTIAN   

In avvio di ripresa, Montella prova a vivacizzare una Fiorentina spenta inserendo Sottil per Ghezzal. E in parte ci riesce, perché la Viola riparte più garibaldina e comincia ad affacciarsi dalle parti di Sirigu. Accade, ad esempio, dopo sette minuti ma il colpo di testa di Vlaovich non inquadra la porta. Tre minuti dopo una sforbiciata di Benassi pecca ancora di mira finendo in curva. Mazzarri capisce che il Toro ha speso tanto nel primo tempo e deve riequilibrarlo: così intorno all’ora di gioco getta nella mischia Meité per Berenguer. L’intraprendenza della Fiorentina non si spegne e servono i riflessi di Sirigu sia su Chiesa (16’: primo tiro in porta della Fiorentina) che su Sottil (25’). La squadra di Montella non trasferisce mai però la sensazione di poter sfondare, mentre il Toro resta compatto e piano piano si riorganizza. Intorno alla mezzora arriva anche il sigillo di Cristian Ansaldi: è il 27’ quando Aina lancia l’argentino che si fa quasi tutta la metà campo della Fiorentina palla al piede e alla fine scocca un tiro imprendibile per Dragowski. E’ il secondo centro in campionato per Ansaldi, il terzo preliminari di Europa League compresi. Entrano nel finale anche Laxalt (per Verdi) e Pedro (per Vlaovich), nel primo minuto di recupero Caceres sfrutta una palla in area per il definitivo due a uno. Il Toro è tornato in corsa, la Fiorentina è nel baratro.

Fonte.gazzetta.it