Il Barba guida con una tripla doppia Houston alla vittoria in gara-2 su Utah. Giannis ci mette 26 punti e 12 rimbalzi nel secondo successo dei Bucks su Detroit

Houston e Milwaukee hanno il 93,4% di motivi per sorridere dopo aver steso Utah e Detroit anche in gara-2: è la percentuale con cui chi è andato avanti 2-0 in una serie al meglio delle 7 l’ha poi vinta nella storia dei playoff Nba. Il facile successo dei Rockets sui Jazz è firmato dalla tripla doppia di James Harden. Quello più complicato del previsto dei Bucks sui Pistons dai muscoli di Giannis Antetokounmpo e dalle altre star di coach Mike Budenholzer.

Houston Rockets-Utah Jazz 118-98 (serie 2-0)
Tanto a poco. Un’altra volta Houston spazza via Utah in gara-2. Dopo il +32 di gara-1, i Rockets disintegrano ancora i Jazz: +20 stavolta, dominando per 48’, sempre davanti. Harden piazza la sua terza tripla doppia di sempre ai playoff, da 32 punti, addirittura 25 nel primo tempo. All’intervallo la partita era già sostanzialmente finita. La squadra di coach Snyder non solo non riesce a contenere il Barba, ma in attacco i suoi tiri s’infrangono sul ferro: 39.8% dal campo, 21% da 3 punti, 12 palle perse a fronte di 16 assist. A parte Mitchell, non nessuno dei Jazz è capace di crearsi il tiro dal palleggio. E Capela neutralizza le penetrazioni a centro area. Il rebus offensivo sinora è sembrato persino più complicato dell’impossibile marcatura dell’Mvp in carica, ma sabato notte nello Utah, in gara-3, per risolverlo potranno contare sull’aiuto del proprio pubblico. Basterà?LA PARTITA — Subito 12-4 al primo time out, con Gordon scatenato. Poi 33-13, con Harden che domina: 17 punti nei primi 8’. Lo marcano, avvicendandosi, Rubio, Mitchell e Ingles, ma il risultato è sempre lo stesso: retina che si muove. Dopo il 1° quarto la gara è già decisa: 39-19 Houston. I Jazz non riescono a difendere sui tiratori da 3 punti texani, ma soprattutto non fanno mai canestro. Non esiste un’alternativa credibile a Mitchell. Tirano col 32%, 1/13 come triple. Capela stoppa l’ex biellese Sefolosha da ogni angolazione possibile, Harden imperversa. Non c’è partita. Tucker segna le sue prime 4 triple, dall’angolo non perdona. 70-44 all’intervallo. Sembra un’esibizione. I Rockets giocano il secondo tempo col pilota automatico inserito. In controllo. Una schiacciata a una mano di Faried fa impazzire il pubblico del Toyota Center. Paul si sbuccia le ginocchia andando a caccia di una palla vagante sul +25. Coach Snyder, alla disperata ricerca di un scintilla offensiva, prova pure la carta Grayson Allen. Niente da fare: 95-67 dopo 36’ di gioco. Harden rientra nel 4° quarto giusto per perfezionare la tripla doppia che arriva con 3’30” da giocare, in transizion: assist per la schiacciata di Faried. In Texas il divario tra le due squadre è stato grande come il Grand Canyon. Vedremo se nello Utah i Jazz sapranno cambiare musica. 
Houston: Harden 32 (5/11, 6/13, 4/5 t.l.), Paul 17, Gordon/Tucker 16. Rimbalzi: Harden 13. Assist: Harden 10. 
Utah: Rubio/O’Neale 17, Favors 14. Rimbalzi: Gobert/Favors 14. Assist: Rubio 9

Milwaukee Bucks-Detroit Pistons 120-99 (serie 2-0)
Milwaukee ci ha messo più del previsto, ma alla fine ha fatto quello che doveva: si è sbarazzata di Detroit, travolta nella ripresa, prendendosi il 2-0 nella serie che prosegue sabato a casa Pistons, coi Bucks che vincono le prime due partite ai playoff per la prima volta dal 2001. Merito di Giannis Antetokounmpo, ciclone (soprattutto nella ripresa) da 26 punti e 12 rimbalzi. Merito di una squadra che dai muscoli del greco trae energia e ispirazione, perché la vittoria in gara-2 è sì conseguenza delle magie del candidato mvp ma anche dei canestri di Eric Bledsoe (27 punti) e Khris Middleton (24 con 8 assist), coi Big Three di coach Budenholzer che rifilano a Detroit 77 punti combinati. Difficile resistere per una squadra che ha in panchina la sua arma migliore, Blake Griffin, che rischia seriamente di rimanere in borghese per tutta la serie causa i dolori alle ginocchia che non smettono di tormentarlo. Dwane Casey per festeggiare il suo 62° compleanno ha provato a mischiare le carte, dando fiducia dall’inizio a Luke Kennard, che l’ha ricompensato con 19 punti (il più produttivo dei suoi) e varando spesso e volentieri un quintetto piccolo con una sola missione: mettere in difficoltà Milwaukee con l’aggressività e tirare il più possibile dall’arco. Ha funzionato nel primo tempo, quando i Bucks un po’ storditi hanno chiuso sotto 59-58, non nella ripresa, quando la squadra di casa ha cambiato marcia, tenendo i Pistons a 40 punti e concedendo solo un 3/13 da tre (dopo il 9/23 del primo tempo) e 1 rimbalzo offensivo (erano stati 10 prima del riposo). “E’ stato importante essere messi alla prova” racconta coach Bud. “L’hanno messa sul fisico, ma è la volontà che fa la differenza. E a volte devi semplicemente averne più degli avversari” rilancia Antetokounmpo.

LA PARTITA — I 12 punti con cui Bledsoe lancia i Bucks sul 38-26 a 13” dalla prima sirena non intimoriscono Detroit, che nel secondo quarto ricuce subito con impegno e le triple di Kennard e sorpassa nel finale con Jackson. Giannis rientra con un’altra determinazione e nei primi 5’ della ripresa segna più punti (11) di tutto il primo tempo (10). Detroit non tiene più né lui, né le altre due star, né l’eccellente tuttofare Pat Connaughton (18 punti, 9 rimbalzi e 4 stoppate) quando si alza dalla panchina. Brown firma il 93-74 a 40” dalla terza sirena, Detroit prova a reagire con un parziale di 12-2 a cavallo dei due periodi, ma quando Bledsoe e Giannis accelerano di nuovo i Bucks dilagano. “In casa abbiamo fatto solo quello che dovevamo — avverte Bledsoe —: ora dobbiamo andare in trasferta e cercare di crescere ancora”. 
Milwaukee: Bledsoe 27 (8/11, 3/8, 2/3 tl), Antetokounmpo 26, Middleton 24. Rimbalzi: Antetokounmpo 12. Assist: Middleton 8. 
Detroit: Kennard 19 (2/7, 4/6, 2/3 tl), Drummond 18, Jackson 18. Rimbalzi: Drummond 16. Assist: Jackson 8.
FONTE:GAZZETTA.IT

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