Europa, da big a… B: ecco tutte le “grandi” a rischio retrocessione

Abituati a vincere in patria e a giocarsela in Europa, sono numerosi i club blasonati che quest’anno viaggiano nelle zone basse della classifica. Rischiando ben più che una semplice annata storta…

Maggio si avvicina e gli ultimi verdetti cominciano ad arrivare. C’è chi ha già vinto il campionato, e chi ha dovuto fare i conti con una retrocessione anticipata decretata dall’aritmetica. Ma c’è anche chi, in queste ultime giornate, lotta per rimanere nella massima serie, galleggiando in una zona che per storia e tradizione non gli appartiene. Tra incubo e apprensione, diversi club un tempo “nobili” e abituati ad altri piazzamenti, stanno provando affannosamente a risalire la china, cercando di rimediare in extremis alla stagione fallimentare che stanno vivendo.

TURCHIA — Tra i casi più clamorosi, c’è indubbiamente quello del Fenerbahçe. Un’abitudine vederlo vincere in patria, una consuetudine vederlo stabilmente in Europa. Ma quest’anno, complice una situazione societaria non semplice e un organico che comincia a manifestare i segni del tempo, il Fenerbahçe sta vivendo la sua peggior stagione di sempre, più disastrosa di quella 1980-81 quando chiuse decimo. Ad oggi è addirittura appena sopra la zona retrocessione. E nemmeno di molto, visti i soli 5 punti che lo separano dall’Erzurumspor terzultimo.

GERMANIA — Meno fragoroso del crollo dei Canarini Gialli (ma comunque sorprendente), è il lento declino dello Schalke 04, che dalla Champions disputata fino a novembre (con scarso successo), oggi vede il fantasma dei playout retrocessione dopo una stagione poverissima in termini realizzativi (solo 32 gol). Tra le pochi reti e lo scarso rendimento dei nuovi acquisti, lo Schalke rischia grosso. Ma l’ennesima disastrosa stagione dello Stoccarda (che merita una menzione d’onore, visto il Meisterschale vinto nel 2009) tende una mano proprio allo Schalke, che rimane a +6 con quattro giornate ancora da giocare.

franciaTra le situazioni più chiacchierate c’è senza dubbio quella del Monaco. Partito con Jardim, traghettato da Henry e tornato con Jardim in una stagione tremendamente travagliata. Il secondo posto nella scorsa Ligue 1 aveva fatto ben sperare, nonostante le (pesantissime) cessioni di Mbappé, Lemar e Fabinho, rivelatesi poi veri macigni sulle ambizioni e le potenzialità della squadra. Oggi la classifica recita così: Monaco a +4 sul Dijon (terzultimo) a 5 partite dal termine. Insomma, non il migliore degli scenari.

SpagnaIn terra iberica, la lotta per non retrocedere è tra le più entusiasmanti d’Europa, con quattro gare ancora da disputare e 5 squadre racchiuse in 3 punti. Tra queste, spicca il Villarreal, ai quarti di Europa League fino a poche settimane fa e reduce da piazzamenti tutt’altro che deludenti. Eppure, ad oggi, il Girona dista solo 5 punti. E in un campionato dal rendimento così sorprendentemente altalenante potrebbe essere un margine fin troppo ridotto per tirare un sospiro di sollievo…G

li altri casi in europaOltre ai grandi campionati, sono numerose le altre nobili “decadenti” che stanno attraversando un momento ben diverso dai fasti del passato, in cui una semplice annata storta rischia di coincidere con il peggiore degli epiloghi possibili. Come quello a cui è destinato il Grasshopper di Zurigo, club svizzero più vincente della storia, oggi ultimo in Super League e condannato a una retrocessione che mancava da 70 anni. Di poco migliore è la situazione della Dinamo Mosca, un tempo grande forza del calcio sovietico, oggi a un passo dai playout retrocessione, distanti un solo punto (e con una partita in più). Praticamente salvo è invece il Rapid Vienna, che nonostante registri un secondo e un terzo posto negli ultimi due anni, oggi langue comunque nel “relegation gruop” austriaco, che per un club come il Rapid (campione d’Austria per 32 volte) è un’autentica eccezione. FONTE.GAZZETTA.IT

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