Formula 1, Baku, dietro il record Mercedes non solo gli errori Ferrari

La squadra della Stella evidenzia a parole il vantaggio della rossa, ma è già in fuga nei mondiali: dietro le 4 doppiette di fila gli sbagli della rossa, ma anche il lavoro e l’enorme capacità di reazione del team di Wolff, con un Bottas per nulla intimorito da Hamilton

Dalle parole ai fatti. Da un nascondino figlio anche di una precisa tattica, alla riscossa che porta al nuovo record di doppiette, quattro, a inizio campionato. La Mercedes si schermisce nelle dichiarazioni davanti al potenziale della Ferrari, ma la domenica sera brinda con regolarità ed è già in fuga nei mondiali. In quello costruttori ha 173 punti sui 176 potenziali, per aver mancato il giro veloce (bonus di 1 punto) in tre occasioni; in quello piloti vanta Bottas in testa con una lunghezza su Hamilton (87 a 86) e ben 35 su Vettel.

IL SEGNALE DEI TEST — Le mani avanti le aveva messe Toto Wolff già al terzo giorno dei test invernali sulla posta del Montmelò: “La Ferrari è almeno mezzo secondo davanti a tutti”, aveva ammonito il boss della Mercedes, stupito dallo stato di forma delle rosse nella sessione di lavoro prestagionale. Il tempo di mettersi al lavoro, prima al computer e poi nei box, e già pochi giorni dopo, nella seconda tornata di test sulla pista spagnola, la Mercedes si presentava profondamente rinnovata e molto più veloce e insidiosa. Primo indizio dell’enorme capacità di reazione della Stella, non a caso monopolizzatrice di trofei nell’era ibrida.IL MOTIVETTO — Il refrain del “loro sono davanti” ha continuato però a riecheggiare anche nel paddock del primo GP quando la posta in gioco ha iniziato a farsi seria. “La Ferrari è molto veloce, è il riferimento” , dicevano in Australia nei box della Stella. Morale: monopolio Mercedes con la prima fila in qualifica e la doppietta in gara. “Problemi di assetto”, dicevano da Maranello, che però in Bahrain tornava a fare la voce grossa con una superiorità delle rosse fuori discussione. “Hanno una prestazione incredibile in rettilineo, solo sul dritto ci danno mezzo secondo”, ammoniva Wolff dopo la prima fila Ferrari, prima di passare al “grande culo” del dopo gara, grazie alla tossicchiante centralina che frena Leclerc e al testacoda di Vettel che spianano la strada alla Stella. E le doppiette Mercedes diventano due.

STELLA FILANTE — Si passa alla Cina, con le Ferrari che si disuniscono dopo libere incoraggianti e la Mercedes che piazza l’uno-due, sia in qualifica, sia in gara, per arrivare all’Azerbaigian. Qui è Hamilton, dopo il venerdì, ad ammonire: “Le Ferrari sono chiaramente davanti, non sarà facile trovare 7 decimi nella notte, ma ci proveremo”. Ci riusciranno, con la complicità dell’harakiri di Leclerc, che lascia sulle barriere del Castello una pole che avrebbe riscritto tutto, e un Vettel lontano dai suoi standard. Risultato: altra doppietta, con Wolff che evidenzia “il miglior avvio di sempre di una squadra, capace di mettere tutto insieme, senza commettere errori e approfittando anche dei problemi degli avversari”.

PRETATTICA — Solo pretattica, quindi nelle parole di casa Mercedes quando evidenzia la forza della Ferrari e il suo presunto vantaggio? In parte. La Stella non è partita con il botto nei test, è stata brava a capire i suoi limiti e invertire con rapidità ed efficacia la sua rotta, sfruttando al meglio il suo grande bagaglio tecnico e la possibilità di lavorare senza pressioni particolari. Conscia del suo potenziale la Mercedes è rimasta nascosta, ha lavorato duro e sotto traccia e si è fatta trovare pronta nel momento opportuno, quando conta. La consapevolezza della propria forza, unitamente a un metodo di lavoro collaudato e vincente ha messo poi i piloti nelle condizioni di dare il meglio, grazie anche a un Bottas, veloce, costante e mai così tenace contro Hamilton. Senza le imprecisioni della Ferrari, nella forma di errori di guida e guasti, la classifica reciterebbe forse un’altra storia, ma per battere i migliori si deve raggiungere la perfezione. Che finora è stata messa in mostra da una sola squadra. Quella che mette prima le mani avanti e poi sui trofei. FONTE:GAZZETTA.IT

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